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Ponte del Mare

Immagine di Renato

Un angolo di storia a Valencia

Ciao! Sei mai stato a Valencia? È una città che brilla di energia, arte e un mare di storie da raccontare. Oggi voglio portarti con me a passeggiare su un monumento che unisce tutto questo: il Puente del Mar, o Pont de la Mar.

L’odissea del ponte

La storia del Puente del Mar è un vero viaggio nel tempo. Ti va di fare un salto indietro? Perché la prima versione di questo ponte nasce nel corso del XIV secolo. All’epoca era solo un ponte di legno che attraversava il fiume Turia.

Una struttura semplice, che serviva ai viandanti per raggiungere la costa. Ma c’era un problema di non poco conto. Il fiume Turia, quando si arrabbiava, era una furia. Le sue inondazioni ripetute non davano tregua al povero ponte di legno.

Attorno al 1425, i valenciani decisero di costruire pilastri e fondamenta in pietra per renderlo più resistente. Però, nemmeno questo bastò. La grande inondazione del 1589 lo spazzò via totalmente. Fino a qui, il destino del ponte sembrava segnato dall’acqua.

Ma è proprio dopo la distruzione che nasce la sua storia più gloriosa. Nel 1591, il governo municipale disse: “Basta! Costruiamone uno che duri per sempre”. Il progetto fu affidato a Francesc Figuerola, un architetto di Xàtiva che all’epoca risiedeva a Valencia. Nel 1596, la città ebbe il suo nuovo ponte interamente in pietra che vediamo ancora oggi.

La sfida dell’uomo

Non pensare che la natura fosse d’accordo con questo progetto. Perché anche il nuovo ponte, dovette vedersela con la forza dell’acqua. Nel 1776, un’altra tremenda inondazione del Turia ne danneggiò seriamente la struttura, abbattendo alcuni degli archi centrali e rovinando le edicole sacre.

La ricostruzione fu affidata all’architetto Ignacio Miner, che restaurò le sculture e ricostruì le parti crollate. Malgrado tutto, la sua anima sopravvisse, testimoniando la caparbietà di un popolo che non si dava mai per vinto.

Un’opera d’arte in pietra

Camminare lungo il ponte, dà una sensazione di spazio e di grandezza difficile da spiegare.

Ma la vera meraviglia sono i particolari: i due casalicios o edicole che lo decorano sono un unicum nel suo genere. Originariamente, il ponte ospitava un solo casalicio con una Croce. Poi, a seguito di numerosi eventi, assunse l’aspetto che vediamo oggi. Un fulmine nel 1709 danneggiò gravemente la croce, sostituendola con una scultura della Virgen de los Desamparados (la Vergine degli Abbandonati), opera di Francisco Vergara el Mayor.

Più tardi, fu aggiunto anche un casalicio dedicato a San Pascual Bailón. Tra alterne vicende (la Guerra Civile spagnola distrusse entrambe le statue nel 1936), oggi possiamo ammirare le repliche realizzate rispettivamente da Vicente Navarro Romero (la Vergine) e José Ortells López (San Pascual).

La trasformazione

Dopo tante battaglie, il Puente del Mar riuscì ad adattarsi ai tempi. Alla fine del XIX secolo, con la riurbanizzazione del quartiere dell’Alameda, il ponte divenne sempre più trafficato. Iniziò a vedere passare carrozze, poi il tram a cavalli e addirittura il tram elettrico.

Ma il peso del traffico moderno divenne insostenibile. La città aveva deciso di costruire un nuovo punto di attraversamento, il Puente de Aragón, per sgravare il fratello minore. E così, nel 1926, il Puente del Mar perse il suo ruolo di crocevia per auto e tram.

L’incarico di ridisegnarlo come spazio pedonale toccò all’architetto Javier Goerlich. Nel 1933, lavorò alle due scalinate ondulate che vedi ancora oggi, progettò i panchetti in muratura e i pinacoli che oggi lo rendono unico. Queste modifiche lo resero un’isola pedonale.

Il ponte oggi

Oggi, il Puente del Mar è esclusivamente pedonale. La sua posizione leggermente rialzata rispetto al parco offre una vista spettacolare e ti regala un tepore unico nelle giornate invernali.

Sotto di te, dove una volta scorreva il fiume, oggi si stendono i famosi Jardines del Turia. Questo polmone verde di 9 chilometri attraversa tutta la città, offrendo piste ciclabili e percorsi per jogging a volontà.

Il ponte collega Plaza de América e il Paseo de la Alameda, fungendo da collegamento tra i quartieri di El Pla del Real, Mestalla e El Pla del Remei. È un posto dove la gente si siede per chiacchierare, scattare foto ricordo o semplicemente sognare ad occhi aperti.

Il momento ideale per la visita

Per godertelo al meglio, scegli la prima mattina o il tardo pomeriggio. La luce del tramonto si riflette sulla pietra e sul parco. Valencia gode di un clima mite quasi tutto l’anno, ma i mesi ideali per una visita a piedi sono la primavera (da aprile a giugno) o l’autunno (settembre e ottobre).

La magia di ritornare

Il Puente del Mar non è una di quelle mete che vedi e dimentichi. È il simbolo di Valencia, una città abituata a rigenerarsi. Penso ai secoli di storia che hai appena letto e alla voglia di conoscere di più. È un’avventura sensoriale che concilia cielo, terra, acqua e comunità.

Riflessione sul ponte

Cosa ho imparato camminando sulle sue pietre? Che la bellezza si nasconde nella resilienza. La città ha trasformato la furia di un fiume in un giardino, un ponte distrutto in un monumento.

Il Puente del Mar è la dimostrazione che un’infrastruttura può essere, e deve essere, molto più di un passaggio.

Ecco perché ti invito a dedicargli un pò del tuo tempo quando sei a Valencia. Per la storia e per la sensazione di pace che ti lascia. In un mondo che corre sempre più veloce, un ponte che ti invita a rallentare è un dono raro.

Buon viaggio e… goditi ogni passo sul Puente del Mar!

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